L’80% delle intenzioni d’acquisto comincia con una ricerca online per poi focalizzarsi su dove acquistare l’articolo.
I comportamenti di acquisto relativi ai fenomeni chiamati showrooming e webrooming sono sostanzialmente due:
- necessito di un prodotto, visito il negozio fisico, lo provo, cerco in rete il prezzo migliore lo compro on line (shoowrooming)
- necessito di un prodotto, cerco in rete, mi informo e leggo recensioni, vado al negozio fisico e lo compro lì (webrooming)
Effettivamente è il primo fenomeno che preoccupa di più i commercianti, fenomeno che secondo le statistiche sembra diffuso in particolare tra i Millenians e la Generazione Z di nativi digitali:

Le grandi catene si sono accorte che i tempi erano cambiati, come spesso accade, prima dei piccoli stores tanto da essere corse ai ripari in vari modi, cavalcando l’onda invece di voler combattere Amazon a colpi di Fax.
Alcune hanno portato il webrooming off line come il supermarket francese Casino che permette, attraverso etichette NFC, di avere dettagli sui prodotti inquadrando l’etichetta con i propri smartphone, altre lo showrooming on line come Tesco in Corea del Sud che ha creato negozi virtuali, realizzati con carta da parati che ripropongono l’immagine degli scaffali dai quali clienti indaffarati possono fare acquisti con lo smartphone mentre si trovano in luoghi pubblici, come la stazione della metro o del treno.
Ecco dunque alcune strategie di “reverse showrooming” che abbiamo proposto ai nostri clienti, ebbene sì lo ammettiamo, copiando da come “quelli grandi” hanno risposto all’evoluzione dei tempi, soluzioni si intende, che possono essere messe in pratica senza avere a disposizione budget milionari.
Contents
1. Multicanalità
Prevedere la presenza del punto vendita sui social specialmente quelli che possono avere un maggior impatto “locale” da Goole MyBusiness a Instagram a Facebook: un aspetto fondamentale della comunicazione è, infatti, quello di instaurare una relazione sul territorio, acquisendo autorevolezza tramite il monitoraggio dei trend del momento per catturare l’attenzione dei consumatori.
Avere le pagine social non è una strategia, la strategia è che siano:
- Coerenti tra loro
- Sfruttate per le recensioni, in modo da essere un buon biglietto di presentazione virtuale
- Sfruttate per realizzare contest o campagne di couponing.
per fare questo ci vuole un piano marketing, un buon piano editoriale e ore di lavoro costanti.
2. Free wifi e applicazione ad hoc
Creare un accesso wi-fi gratuito per chi entra nel negozio, che mostri il sito del punto vendita stesso innanzitutto, non comporta un onere eccessivo, ma migliora l’esperienza utente e posiziona lo store a un livello diverso dai competitor.
Lo sviluppo di una App che offra informazioni per chi effettua degli acquisti da smartphone, battendo sul tempo quindi i siti di e-commerce è stata una soluzione vincente per un negozio di prodotti per animali con cui abbiamo lavorato.
3. Fidelity card digitali
Predisporre un programma fedeltà per i clienti che comprano da smartphone sulla App del negozio o sul suo sito, è una classica strategia a punti che spinge il consumatore a proseguire sulla medesima strada, accumulando vantaggi.
Inoltre ricordiamoci che i costi di fidelizzazione di un cliente sono inferiori a quelli di acquisizione. Più uno store punta sull’esperienza positiva e sul passaparola meglio è.
E’ la soluzione che abbiamo adottato, per esempio, per un nostro cliente di rent apartment al fine di consentirgli di diminuire le spese di booking. Ps. Sarà la case history di un prossimo post.
4. Acquista on line ritira in negozio
Offrire la possibilità del ritiro presso il negozio stesso di quanto si è acquistato in rete, una modalità che inizia già a vedersi anche nel nostro Paese e che può funzionare molto bene per fidelizzare il cliente e, perchè no, inventarsi strategie di upselling.
Alcune di queste strategie, come vedi, sono applicabili da subito. Spero che il post possa averti dato delle valide idee, dunque, e se vuoi una mano per realizzarle la mail è qui di fianco. 🙂

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