Case History, racconti di idee e risultati interessanti che abbiamo notato in giro per le aziende.

Sono ormai tre anni che l’accesso a internet da mobile ha superato quello da desktop anche in Italia con oltre 33 milioni di utenti attivi da mobile. Con la pandemia di coronavirus che ha accelerato ulteriormente gli acquisti online, diventa ancora più evidente l’importanza che i negozi online devono attribuire alla versione mobile del proprio sito.

Google ha testato per noi 5 strategie che fanno aumentare le vendite on-line e migliorano l’esperienza utente.

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La campagna locale è uno strumento di advertising semplificato che Google ha sviluppato appositamente per facilitare la pubblicità territoriale sul motore di ricerca.

Basta, infatti, aggiungere poche righe di testo, un’offerta e alcuni asset per far partire l’inserzione, senza per forza dover essere esperti nell’uso della piattaforma ADWORDS che è ormai complessa e ben configurabile solo da alcune figure professionali come come i SEM Expert.

Google crea automaticamente le schede Google MyBusiness sulla base delle informazioni che reperisce nel web era logico quindi che vi collegasse una funzione pensata per l’advertising locale.

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Se ne parla  da un po’ nelle associazioni di categoria, nei dibattiti politici, su internet, persino in televisione: nel nuovo mondo digitale chiunque abbia un negozio fisico deve far fronte a fenomeni come l’e-commerce e lo showrooming ergo “il negoziante”, così come lo abbiamo conosciuto, è destinato a scomparire.

Effettivamente ormai non ci sono solo i centri commerciali e le grandi catene a rendere la vita difficile agli stores multi prodotto ma anche efficienti players online, da Amazon a EBay,  da Zalando a Yoox, da Privalia a Bonprix.

Stando così le cose, dunque, è proprio vero che la bottega di città deve a chiudere?

Sembra di no, almeno se si cambia il modo di pensare al proprio lavoro.

Questo è quanto è emerso da una nostra indagine on-line su cosa cercano oggi i consumatori.

Avrete sorprese interessanti.

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La case history  di oggi è basata su un dentista e su un concetto vecchio più di me che si chiama “orientamento al cliente“, questo è quel concetto che ti ripete ogni commerciale quando vuole venderti qualcosa, che trovi scritto su ogni sito web (pure il mio), che viene promulgato come un mantra in ogni corso vendite aziendale, spiegato con grafici in ogni funnel di marketing, esposto in ogni video advertising con il proclama “ti regalo qualcosa, tesoro. Lasciami la mail” … insomma, una di quelle frasi che tutto sommato non significano più nulla per nessuno.

Il fatto è che “dimmi chi sei e ti venderò qualcosa” non è esattamente un’idea sbagliata: se so quale è il tuo bisogno posso creare valore soddisfandolo, se so cosa per te è importante l’esperienza del mio servizio potrà essere più appagante, se so che hai un problema posso migliorare un prodotto per risolverlo in modo soddisfacente etc.

Quel “dimmi chi sei” è la base di ogni strategia di marketing e, credo, di ogni azienda creata in questo mondo. Una roba di una banalità assoluta, allora perchè scriverne?

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L’altro giorno sono stata da un cliente che vende in luoghi fisici materiale per il fai dai te.

Si tratta di una realtà ben strutturata, ma analizzando il loro sistema, mi sono messa a pensare come alcuni processi siano integrabili  anche in realtà di dimensioni ridotte, con possibilità di fidelizzazione del cliente finale e aumento delle vendite decisamente interessanti.

Vediamo 3 azioni che ho trovato smart:

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