Apri Facebook per postare la foto delle vacanze, del gatto, della tua nuova fiamma e ti trovi davanti migliaia di pubblicità di Guru (o sedicenti tali) di marketing che ti promettono: vendite automatiche, funnel magici, posizionamenti mirabolanti e cambi di vita in cui ti chiedi come mai sei l’unico a non stare ancora alle Maldive mentre internet lavora per te.
Dall’altra parte non ci credi, se una agenzia ti propone di curarti il profilo instagram con qualche foto decente delle torte che produce la tua pasticceria ti chiedi: “ma questo lo devo pagare? Ah no, go’ mia danè da sbatt via” (non ho soldi da buttare) e alla fine ti riduci al sitarello messo in piedi dall’amico e a postare 3 biscotti ogni sei/sette mesi quando hai tempo.
Se un professionista ti dice “ma curati una pagina linkedin” gli rispondi “faccio produzione a me queste cose non interessano, chi vuoi compri pezzi di motore in rete”.
Dunque dove sta la verità?






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