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5 modi per vendere di più con gli e-commerce mobile testati da Google

Sono ormai tre anni che l’accesso a internet da mobile ha superato quello da desktop anche in Italia con oltre 33 milioni di utenti attivi da mobile. Con la pandemia di coronavirus che ha accelerato ulteriormente gli acquisti online, diventa ancora più evidente l’importanza che i negozi online devono attribuire alla versione mobile del proprio sito.

Google ha testato per noi 5 strategie che fanno aumentare le vendite on-line e migliorano l’esperienza utente.

1. Mostrare le categorie principali in home page

Aggiungere le categorie principali in home page ha generato sia un aumento di conversioni che di fatturato totale, poiché ha reso le categorie più facili da trovare. Gggole ha scelto le categorie da mettere in evidenza tra quelle più popolari analizzando i dati di Google Analytics e ciò ha impattato ulteriormente l’aumento delle conversioni.

2. Inserire una barra di ricerca in home page

Mostrare la barra di ricerca in home page è stato il test che ha generato il più alto aumento delle conversioni e delle vendite. Goolge ha ottenuto un aumento dell’11% di conversioni e del 15% di fatturato a seconda dei Paesi.

Questo non ci sorprende perché secondo la nostra esperienza, gli utenti che usano la ricerca nel sito tendono ad acquistare più spesso. La barra di ricerca dovrebbe essere sempre mostrata soprattutto su un sito con un ampio catalogo prodotti.

3. Inserire le immagini nell’hamburger menu

Le immagini nell’hamburger menu (il tipico menu che si usa nei siti mobile con le 3 linee che assomigliano, appunto, ad un hamburger) aiutano la comprensione e le conversioni. Sempre nell’ottica di semplificare e rendere più fluida la navigazione, test su diversi brand hanno dimostrato che le immagini all’interno del menu principale aiutano la navigazione e hanno un impatto positivo anche sulle conversioni.

Su Calzedonia Francia, ad esempio, Google ha testato la rimozione delle immagini nell’hamburger menu riscontrando un calo del conversion rate del 5,45%.

4. Rendere evidente la descrizione dei prodotti

Nella pagina dei prodotti Tezenis, il brand aveva dato ampio spazio alle immagini, lasciando la descrizione del singolo prodotto nascosta, visibile solo cliccando su “Descrizione”.

I test hanno dimostrato che se la descrizione dettagliata del prodotto è sempre visibile questo ha un impatto positivo sulle conversioni, in questo caso è stata del 3%.

 

5. Non aggiungere sorprese nel carrello

Il checkout è la fase più delicata del processo d’acquisto. Secondo una ricerca di Statista, ben l’82% dei percorsi di acquisto nel retail si ferma al carrello. I motivi sono vari e vanno da sorprese nei costi di spedizione all’utilizzo del carrello come se fosse una wishlist solo per confrontare i prezzi. A differenza di una ricerca del 2015 che individuava la mancanza di sicurezza percepita come una ragione di abbandono del carrello, la stessa ricerca nel 2019 non rileva più questa motivazione come principale.

Con il brand Tezenis Google ha comunque testato l’aggiunta di un marchio di sicurezza nel carrello e abbiamo scoperto che questo ha avuto un impatto negativo sulle conversioni. Una dimostrazione che ogni supposizione va testata e, soprattutto, che le esigenze di chi naviga sul nostro sito cambiano col tempo.